Geolier: "Dio lo sa" (2024) - Recensione

Geolier non e’ solo. Le mani dei membri della sua grande famiglia sono unite alle sue come in una preghiera e la sua Napoli lo sostiene mentre lui ricambia e si carica tutti sulle sue spalle, parlando e cantando di loro con tutto il suo cuore e la sensibilita’.

Il terzo album di Manuele segna la sua crescita continua, personale e musicale e, superata la delusione del mancato successo a Sanremo, “Dio lo sa” e’ un ulteriore step in avanti rispetto al gia’ validissimo “Il coraggio dei bambini” secondo doppio album del 2023.

L’apertura con il coro e l’organo gospel della track iniziale “Per sempre” ci portano lentamente, quasi per mano, all’ascolto di questo lungo lavoro composto da ventuno brani in cui Geolier alterna brani “solo” con le feat fatte con quegli artisti che lui definisce prima amici e poi partners delle sue collaborazioni. Manuele parte con grande umilta’ a parlare di se’ e promette di rimanare sempre fedele a se’ stesso e sembra quasi grato a Dio per essere uno tra tanti ad avercela fatta, cosciente che il destino puo’ sempre giocare brutti scherzi. La produzione musicale di questo brano da parte del musicusta cremonese Michelangelo, l’unica in questo album se non consideriamo quella del fortunatissimo brano “I p’ me, tu p’ te” anch’esso incluso in questo album, e’ veramente pregevole e definisce subito il livello altissimo di questo disco.

La seconda track “Idee chiare” con Lazza apre invece la lista delle otto canzoni in collaborazione con altri artisti della scena rap. Personalmente ritengo la gran parte di queste canzoni (a partire da “Idee chiare”) al di sotto del livello di quelle di Geolier e preferisco parlarne quasi a parte per non “rovinare” il racconto del suo lavoro individuale. Ma questa e’ la cultura musicale del rap in cui i feat sono il risultato di stima, alleanze, fusione di diversi stili ma anche di calcoli economici per aumentare il numero di ascolti combinando quelli in streaming di diversi artisti. Dal puro punto di vista musicale il feat che mi ha emozionato di piu’ e’ quello con la rapper argentina Maria Becerra “La bella e la brutta notizia” in cui Geolier si cala perfettamente nelle sonorita’ latine e dimostra quanto la musica e la lingua napoletana siano perfettamente adattabili alle melodie sudamericane (“tu faje semp’ ‘o cuntrarie ‘e chell’ che te vene ditt’”) ... speriamo che il suo progetto di espandersi in America Latina si avveri presto. La seconda mia track preferita delle feat e’ “L’ultima poesia” con il cantante romano Ultimo il quale da’ una grande impronta a questo brano grazie al suo piano. In questo brano i due singers si alternano con struggenti melodie sulle illusioni dell’amore e l’incapacita’ a vivere la propria solitudine.

Continuando con le feat, c’e’ “Io t’o giur’” che e’ in realta’ un’altra canzone “solo” di Geolier, melodie napoletane con intro al piano e ritmi pop che seguono mentre Sfera Ebbasta resta un ospite che non aggiunge molto se non la sua nota voce quasi fanciullesca che non lascia nessuna impronta su questa traccia. Mi piace molto di piu’ “Una vita fa” con Shiva ed il dj producer Mace che aggiunge una base musicale molto fresca, estiva ed un passaggio di synth bass molto funk anni ’80. Con Gue’ e Luche’, compagni del Medley sanremese, realizza rispettivamente “357” in stile rap gangsta e “Gia’ lo sai” molto love, estiva, cantata su uno sfondo elettronico avvolgente quasi chilling. Ultima collaborazione da menzionare “CLS” con Yung Snapp, MV Killa e Lele Blade: un hip hop “tra amici” in stile gangsta ed autocelebrativo con bassi a bomba da ascoltare in un Hummer dai vetri scuri.

Ma ora voglio rituffarmi nelle canzoni di Geolier ripartendo da “El Pibe de Oro” e lo skit “6 milioni di euro fa” perche’ Manuele sente di aver raggiunto un altissimo livello di esposizione pur essendo poco più che ventenne e già al suo terzo album, ma per fortuna non sembra che si stia facendo prendere troppo da questi aspetti materiali mantenendo un livello di autoironia e leggerezza sul quale fischietta allegramente. In stile rap con bassi profondi e barre “pesanti” c’e’ anche una delle ultime tracce “Nu parl, nu sent, nu vec” che ci riporta nella profondita’ delle atmosfere dark della cultura urban in cui Geolier si e’ formato.

“Si stat’ tu” una track in pieno mood “love” per una storia d’amore finita e permeata di una nostalgia che ritroviamo, anche se diversa, in “Emirates” quando, come capita quando si e’ a 10,000 metri in volo, ci si lascia andare a pensieri riflessivi ed esistenziali e si guarda la propria terra ed i ricordi passare velocemente oltre l’oblo’ dell’aereo. Restando in tema di canzoni d’amore malinconiche, la bellissima traccia “Episodio d’amore” prodotta dal fedelissimo Dat Boi Dee in linea con la tradizione della canzone napoletana e con la voce vera, struggente di un Manuele innamorato. “Scumpar” prosegue su temi di amori e donne difficili e rime rap che scorrono molte bene su ritmi lenti.

Discorso a parte su due canzoni che sono vere sorprese e che proiettano Geolier nel  continente nord americano tra sonorita’ soul con il campionamento di “I am wishing on a star” di Rose Royce (1977) incluso in il "Presidente" e la country rock track “Una come te”. Geolier canta leggero, alla grande in un napoletano che veste benissimo su queste note a stelle e strisce. La chitarra elettrica mi fa semplicemente impazzire !

Finiamo con due tracce che voglio accomunare a quella di apertura “Per Sempre” per il livello di spiritualita’, intesa come momento di riflessione sulla propria vita, sui destini, sulle ineguaglianze che condizionano gli esiti e possono portare tanto al successo quanto al fallimento come in “Dio lo sa” e nella traccia finale “Finché non si muore” che si apre con le note nostalgiche del campionamento di “I found my love in Portofino” (1958) di Fred Buscaglione, canzone amata dal papa’ di Geolier, e che sfuma l’ascolto di questo album bellissimo, lentamente, così come era iniziato.

Geolier non e’ solo, ed e’ il leader di una grande famiglia di fratelli di sangue e di produzioni musicali che lo hanno aiutato in questo suo terzo album che lo posizionano al top della scena dell’hip hop italiano e solo Dio lo sa dove sara’ al suo prossimo lavoro, nel frattempo si dedichera’ all’abbraccio delle folle dei suo fans che lo seguiranno nella sua tournee estiva.

Buona estate Manue’, addivertiet’

 

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