MACE - "An out of body experience" - Live Milano Assago Forum - 18 Ottobre 2024
Recensire un concerto non è lo stesso di farlo per un album. Il coinvolgimento è personale, in un live si diventa tutt'uno con il pubblico, si canta, si balla, si è parte di un unico fluido, una massa d'acqua che si alza come un'onda che si infrange sul palco per poi essere trascinato dalla risacca.
MACE è il numero uno tra i produttori musicali in Italia non solo perché le canzoni che produce macinano dischi d'oro di vendita e record di streaming, ma soprattutto per il concetto di musica che promuove con le sue collaborazioni ed i suoi musicisti di riferimento.
Quello che ha creato con il suo primo album "OBE" (Out of Body Experience) e poi con "Māyā" (recensito su questo blog), passando dallo strumentale "Oltre", ha avuto la meritata celebrazione nel live sold out nel tempio dei concerti al chiuso in Italia, il punto di arrivo dove tutti sognano di suonare e gremire dei propri fans: il Forum di Assago a Milano.
Per l'occasione, il "sogno della sua vita", Simone MACE Benussi, il perfezionista, il vero Master of Ceremony, ideatore di questo progetto che intende offrire un'esperienza extra corporea, ha realizzato uno spettacolo visuale e sonoro di totale coinvolgimento. Sul palco MACE e la sua band di musicisti e coristi sono posizionati al centro ed all'interno di una struttura di pannelli digitali che trasmette immagini tra la psichedelia, allucinazione, ipnosi, intelligenza artificiale ma allo stesso tempo sono circondati da una vera vegetazione come in un giardino dell'Eden. Davanti alla sua posizione di direzione musicale, sfilano sulla passarella del palco ben venti artisti che si alternano al microfono per un concerto di due ore e mezza.
Dal punto di vista piu strettamente musicale, MACE incornicia i brani cantati con proprie sessioni strumentali le quali, dalla intro alla fine su "Espansione", passano per "Breakthorugh suite", "Hallucination" ed "Impeto": tutti brani dal secondo album, lo strumentale "Oltre".
Ma è con le canzoni che si vivono le emozioni forti, prima tra i singoli cantanti ed il pubblico con le liriche cantate all'unisono e poi, tra i vari ospiti in perfetta armonia tra loro ed a turno ad abbracciare, mai banalmente, Simone che ha dato ad ognuno di loro, prima in studio e poi dal vivo in questa serata da sogno, la possibilità di vivere un esperienza indimenticabile.
Tra tutti gli artisti presenti, quelli che hanno la parte del leone sono Izi (mostrando la sua sensibilità toccante), Gemitaiz (con la sua sfrontatezza) e Venerus (portando una grande leggerezza).
E' infatti Izi che apre con "Dio non è sordo" (feat. Il vecchio amico di MACE, Jack the Smoker) e con una struggente "Chic" (del 2016, la prima collaborazione con MACE, inclusa nel suo album di debutto "Fenice") accolta dal pubblico con un'ovazione, per poi alternarsi con Digital Astro su "Lumiere" e Franco 126 in "Tutto fuori controllo".
Gemitaiz è invece presente nelle canzoni piu attese ed acclamate dal pubblico: dall'epica e suggestiva "Viaggio contro la paura" con la voce della bravissima Joan Thiele al "Fuoco di Paglia" con un Marco Mengoni super special guest in versione gospel in un brano tra mainstream pop e R&B. il rapper romano canta da solo la sua "Candyman" mentre con Izi e Centomilacarie lo fa a squarciagola con il pubblico sul ritornello di "baby it's a wildlife" in "Meteore" con alle spalle schermi multipli in cui si succedono immagini di esplosioni mentre la chitarra elettrica regala un assolo finale lancinante. La quinta canzone in cui Gemitaiz è presente è "Dal tramonto all'alba", quella piu vicina alle corde jazz di Venerus che risulta essere il primo degli ospiti con maggiore presenza sul palco.
L'eclettico Venerus si esibisce principalmente durante la parte centrale del concerto, partendo da "Senza fiato" con Joan Thiele per proseguire con tre brani da solo "Colpa tua", "Ossigeno" e "Love Anthem" per poi duettare con Gemitaiz come detto prima.
Esegue inoltre "La guerra" con Frah Quintale e per finire da solo ballando prima sulle note techno di MACE e concludere con "Non vivo più sulla terra". La sua prestazione porta una ventata di spensieratezza, le sue sono canzoni d'amore e per il rispetto della natura ed inevitabilmente anche le coreografie digitali sono ricche di colori, ispirate dalla psichedelia, il flower-power ma anche l'intelligenza artificiale e l'immancabile gattino di Mace, riprodotto in diversi cloni digitali sullo schermo gigante.
Interessante menzionare due emergenti come Centomilacarie e Chiello, del primo abbiamo gia detto della sua performance con Izi e Genitaiz in "Meteore", ma è con "Non mi riconosco" che si prende la scena, inzialmente suonando da solo al piano elettrico, e poi cantando tutte le strofe, anche quelle che nella versione in studio, erano di Salmo (peccato che sia stato assente). In questa esibizione live il ritornello del brano viene rielaborato da MACE in una versione rock con degli effetti visivi psichedelici ipnotici con strutture che si sviluppano per poi avvilupparsi su se stesse.
Chiello invece è presente in due canzoni "Ruggine" con Coez e "Ayahuasca" con Colapesce: due brani completamente opposti tra di loro sia per il contenuto che per la musica. Nel primo, Chiello insieme con Coez esprime sul palco tutta la sua energia per un brano che parla di un amore autodistruttivo mentre è piu melanconico in quello con Colapesce, canzone dal contenuto che si collega alle capacità lenitive e psichedeliche della bevanda amazzonica, nella traccia il cui tema di esperienza extra corporale e mistica è quella più vicina al tema del concerto e degli album di MACE.
In "Buonanotte", Franco126 canta, ancora più melanconicamente, da solo in una canzone in cui avrebbe potuto esserci il grande Noyz Narcos, la cui mancanza si è sentita moltissimo, soprattutto quando è partita "Praise the Lord" brano sul quale la suggestiva scenografia digitale che richiama una religiosità quasi occulta, il pubblico canta all'unisono le barre di una delle tracce più potenti dell'ultimo album di MACE.
Altro duetto molto interessante, per il suo tono leggero e retrò con una voce maschile che ricorda quella di Alan Sorrenti fine anni '70 su un sfondo psichedelico ricco di colori in continua trasformazione, e' quello tra Marco Castello ed Ele A, in "Mentre il mondo esplode" dove la cantante ticinese aggiunge sonorità indie ad una canzone accolta molto bene dal pubblico sul parterre.
Una delle canzoni di maggiore impatto dell'album "Maya" è senz'altro "Solo un uomo" che la singer Altea interpreta benissimo dal vivo in questa serata magica al Forum di Milano, mentre MACE con i suoi musicisti la arricchiscono di sonorità avvolgenti ed esotiche grazie all'uso del sitar elettrico.
Tra le versioni strumentali di MACE e poco prima della conclusione finale, c'è spazio per un ultimo duetto tra Cosmo e Reres, in "Strano deserto" che conclude anche l'album in studio "Maya". Questa canzone dal vivo risulta molto suggestiva, tra sonorità pop e techno ed immagini geometriche ipnotiche molto stimolanti. Ma il botto finale, almeno in termini di apprezzamento del pubblico è quando entra Blanco per intonare "La canzone nostra" ed a quel punto che c'è l'apice di partecipazione del pubblico con il cantante che si siede gambe penzolobi dal palco per poi scendere tra i fan per l'abbraccio finale.
Finisce così questo concerto indimenticabile, MACE ha realizzato quello che era un suo grande sogno e ci è riuscito perfettamente perchè è un visionario. Riesce a trasferire le sue idee ad i migliori artisti della scena e tira fuori il meglio da loro con delle produzioni mai banali, musicalmente ricche di elementi del passato ma anche estremamente innovative. Dopo questa doppia sbornia nel 2024, grazie all'uscita del suo album e di questo mega concerto, ci resta solo di continuare a godere all'ascolto delle sue produzioni, fino al prossimo lavoro che siamo tutti certi, ci stupirà di nuovo.
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